Mercanti di stoffe

grifoTorsello

 

Leona

"Mio marito ha ereditato l’attività da suo padre. Tanti anni fa, il lavoro era più semplice: in primavera compravano la lana dai pastori delle colline qua intorno, poi la portavano nelle case dei contadini che avevano un buon telaio. Le donne, quando non c’erano i lavori dei campi, soprattutto in inverno, filavano la lana e la tessevano. Mio suocero e mio marito poi ripassavano nelle case a prendere i pannilana lavorati. Qui in città avevano un banco, non una vera bottega come questa, e le stoffe venivano vendute com’erano, bianche."

 

 

bruno

 

"Poi l’arte della lana, quella dei tintori e quella dei mercanti si sono organizzate meglio e gli affari sono aumentati. Ora alcune pezze di lana più fini e pregiate vengono tinte» e la donna fece un gesto per indicare gli scaffali con le stoffe colorate «ma le stoffe più belle non sono prodotte qui a Perugia, arrivano da Firenze o dalla Francia. I nostri mercanti hanno stretto un accordo con quelli di Firenze: l'arte di Calimala lì è molto potente ed ha contatti con tutto il mondo."

(da Il falco ghibellino, cap.5)

 

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