Acquapendente

acquapPanorama

«Le mura di cinta sono state distrutte dalle guerre e ricostruite più volte, come vedi circondano due colli, tra i quali scorre un piccolo torrente, che noi chiamiamo Rivo.»   [...]    Osservava con attenzione i tratti di mura visibili, le porte d’accesso, le caratteristiche del terreno. Gli edifici e le mura erano di un colore giallo-marrone, dato dal materiale con cui erano costruite: tufo di origine locale. Tutta la zona infatti era il risultato di antichissimi fenomeni vulcanici, compreso il vicino lago di Bolsena e il monte Amiata, che avevano visto in lontananza mentre scendevano da nord.

criptaAcquap

"...La via francigena attraversa il borgo risalendo il torrente, poi esce dalla Porta Romana, accanto alla chiesa del Santo Sepolcro. Molti pellegrini e crociati diretti a Roma si fermano a venerare la reliquia che la chiesa contiene: la cripta custodisce una pietra macchiata di sangue che proviene dal Santo Sepolcro di Gerusalemme. Mentre parlava, la ragazza ricordò l’atmosfera sacra della cripta, con le ventiquattro colonne che sorreggevano gli archi armoniosi, la luce che filtrava dalla stretta fessura dietro l’altare, i giochi di ombre delle modanature e dei capitelli, tutti diversi tra loro."  (da Il falco ghibellino cap. 8)

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"Gli abitanti del paese di Acquapendente raccontavano che il giorno in cui era nata Gemma, il 15 del mese di marzo del 1271, un falco pellegrino aveva fatto il nido sul tetto del castello. [...]

Divenne l’ombra di Maso, il maestro falconiere del castello, che cominciò a insegnarle le fasi di addestramento dei rapaci. «Hai un dono, piccola Gemma» le disse un giorno «i falchi sentono che possono fidarsi di te, ti rispettano. Non avevo mai visto nulla del genere, prima d’ora»."

 

 

 

 

 

 

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"L’istruzione di Gemma non era stata molto regolare: non era consuetudine che una donna dovesse studiare, anche se nobile. Imparare a leggere e scrivere era considerata una cosa riservata agli uomini di chiesa, o agli studenti delle università che andavano nascendo nelle città più vivaci e ricche del tempo. Ma poi era arrivato il maestro Anselmo, esperto di retorica e diritto. Doveva insegnare al fratello, ma finì che Gemma riuscì a convincere tutti che doveva partecipare anche lei alle lezioni."

(da "Il falco ghibellino" cap.2)

 

 

 

 

 

 

 

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"...gli si gettò contro, con la spada in pugno: l’altro se ne accorse e fece in tempo a scartare di lato, roteando la mazza ferrata con la sinistra per colpirlo al fianco ... sentì lacerarsi la cotta di maglia e un rivolo di sangue caldo colare giù, fece fare dietro front al cavallo e caricò di nuovo..."

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«Tutto questo per colpa mia» disse ad un tratto ad un uomo che sanguinava dalla fronte, mentre lo fasciava. 

«No, signora. Siamo soldati e questa è la guerra.»

«Allora basta con la guerra. Perché? Perché non c’è un altro modo?»

L’uomo strinse le spalle: «Io non lo conosco. La guerra è vecchia quanto l’uomo. È così e basta».   

(da Il falco ghibellino cap.8)

assedioNotte

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