Il castello di Romena

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Romena panorama

"Era l’ora del Vespro, all’imbrunire arrivarono in vista di Romena.

Da quella distanza, dal basso della valle, solo il profilo della torre più alta svettava dalla massa scura del bosco. La collina era ricoperta di vegetazione fitta e intricata. Man mano che la strada saliva, cominciavano ad apparire le mura di cinta, poi una massiccia porta con un torrione laterale.

Entrati dentro la prima cinta di mura, il carro e la scorta si diressero verso la parte più interna, lasciandosi sulla destra il piccolo borgo inglobato, da cui provenivano rumori smorzati di attività. La cinta interna era più alta: adesso si poteva distinguere bene la torre della prigione, a guardia del perimetro, che affiancava l’accesso.torreRomena

 

Superata l’ultima porta, si ritrovarono nella piazza d’armi, uno spazio pianeggiante dalla forma curiosa, che ricordava a Gemma la tolda di una nave, come quelle che aveva visto illustrate nei libri: i lati erano lunghissimi, man mano si andavano allargando verso il fondo, occupato dalla facciata della dimora dei signori. Una piccola torre con ponte levatoio, la postierla, ne difendeva l’accesso, rendendola la parte più inaccessibile del castello.


L’ora tarda e il chiarore del cielo che lentamente si spegneva, rendevano l’insieme inquietante, estraneo e minaccioso. [...] Scese dal carro e fu scortata dentro il cortile interno: un’altra torre, il mastio, ancora più alta e imponente, sorvegliava quello spazio ristretto, proteggendolo dagli attacchi da nord."

(da "Il falco ghibellino" cap.2)

postierlaRomena

 

 

 

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absidiSPietroRomena

 

 

"Dopo l’ennesima curva, un prato enorme, verdissimo, fa da palcoscenico all’antico edificio in pietra. Stella riconosce immediatamente la Pieve di S. Pietro, con le splendide absidi romaniche ed ha un fremito d’impazienza. 

Fermano la moto al lato del sagrato ed entrano.

sanPietro RomenaInt

 

 

Il silenzio e l’armonia del luogo invitano alla meditazione: la luce che filtra dalle bifore e la nudità delle colonne ritmano i chiaroscuri, le pietre di arenaria trasmettono una sensazione di solidità e sicurezza.

Rimangono qualche minuto immobili a respirare quell’incantesimo, poi escono."

(da "Il falco ghibellino" cap.3)

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